Stile di Vita
10 Motivi per Diventare un Libero Professionista
November 20, 2014
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Essere un libero professionista o un imprenditore in Italia non è semplice e non offre le stesse opportunità di un libero professionista all’estero, però dal mio punto di vista (assolutamente soggettivo), essere un libero professionista è mille volte meglio che lavorare come dipendente.

L’unico motivo per cui una persona solitamente è spaventata dal lavoro con partita IVA è che deve trovare clienti e se non li trova non guadagna, ma questo non è un grosso problema, in quanto basta avere un buon sistema di acquisizione clienti che lavora per te ed il gioco è fatto.

Detto questo andiamo a vedere la mia personale lista di 10 motivi per cui è meglio essere o diventare un libero professionista.

 

1. Libertà

orologioLo metto per primo perchè è il motivo principale che mi ha spinto a scegliere questa strada.

Puoi gestire il tuo tempo. Dipende dal tipo di professione che svolgi, ma nella maggior parte dei casi il tuo tempo lo gestisci tu. In caso puoi fissare degli appuntamenti nei momenti che preferisci, puoi spostare dei lavori nel caso tu abbia un imprevisto…

Se vuoi prenderti un giorno per te ti basterà organizzare bene il tuo lavoro durante i giorni precedenti per fare in modo che tutto sia fatto anche per quel giorno in cui mancherai. Oppure, se hai un’assistente, ti basterà organizzare il lavoro per la persona che ti aiuta.

Ho un sacco di amici che lavorano come dipendenti e spesso non possono assolutamente presenziare in alcuni momenti importanti, anche solo per qualche ora, per colpa degli orari di lavoro e di situazioni di alta mole di lavoro aziendale.

Per alcune professioni, come per esempio la mia, potenzialmente puoi addirittura lavorare in qualsiasi posto del mondo, puoi lavorare da casa, puoi avere un ufficio, puoi trasferirti all’estero, ecc… Questo però vale solo per alcune tipologie di professione.

 

2. Meritocrazia

complimentiLa meritocrazia viene intesa per 2 situazioni:

La prima è che in Italia purtroppo, la meritocrazia nelle aziende, tra i dipendenti esiste solo nello 0,001% delle aziende (soprattutto quelle gestite da persone che non sono italiane). Quelli che sono veramente indispensabili per l’azienda possono chiedere un aumento misero, ma difficilmente puoi arrivare a triplicare o quintuplicare il tuo stipendio anche se veramente te lo meriti.

Quindi se hai veramente talento, l’unico modo che hai per sfruttarlo è metterti in proprio.

La seconda situazione è la tipica cosa che succede ad esempio ad un grafico pubblicitario che lavora come dipendente (ed io lo dico per esperienza perchè ho lavorato proprio come grafico per 2 anni da dipendente). Quello che avviene è che ti fai il mazzo, crei qualcosa di veramente interessante, fai un lavoro con i fiocchi e poi… tutto il merito se lo prende il tuo capo.

Eh si, purtroppo se lavori come dipendente risulti quasi sempre con il nome della tua azienda o del tuo capo. Se fai un ottimo lavoro i meriti se li prendono loro. Ecco perchè anche in questo caso, se sei un libero professionista la soddisfazione è maggiore, non solo in termini economici, ma soprattutto in termini psicologici.

 

3. Potenzialità di Guadagno

soldiMolte persone si concentrano sul fatto che sia rischioso mettersi in proprio. Ciò che è sbagliato è il punto di vista. Puoi concentrarti sul fatto che sia rischioso, oppure puoi vederla così: un libero professionista ha delle potenzialità di guadagno infinite.

Potenzialmente, un libero professionista può guadagnare quanto vuole e se poi impara anche l’arte della delega allora le potenzialità crescono in modo esponenziale!

Per quanto un buon dipendente può essere ben pagato, immaginiamo un ottimo dipendente che per qualche strano caso in Italia guadagna 10.000 euro al mese. Ok, è arrivato al massimo stipendio (in un caso ipotetico), mentre tu come libero professionista puoi puntare ancora più in alto… se lo vuoi. Poi c’è chi magari si accontenta di un po’ meno, ma potenzialmente puoi arrivare dove vuoi se sai come fare.

 

4. Soddisfazione

soddisfazioneAnche per la soddisfazione bisogna scindere in 2 la spiegazione, infatti questa viene intesa in 2 modi distinti.

Prima di tutto c’è il discorso che abbiamo fatto per la meritocrazia con l’esempio del grafico pubblicitario, ovvero che se lavori per qualcuno o qualche azienda, il merito ed i complimenti spesso non li ricevi tu e la poca soddisfazione è una cosa che pesa veramente tanto.

Poi c’è la questione che se riesci a guadagnare 5.000 euro da dipendente, questi soldi (che poi non sono altro che la misura di quanto stai facendo bene il tuo lavoro) non hanno certo lo stesso sapore di 5.000 euro netti guadagnati da libero professionista. E su questo non ci piove. Non sto dicendo che valgono di più quelli di un professionista, o che devi dare più valore al lavoro di un professionista, sto solo dicendo che per la persona in se, valgono di più… molto di più.

Valgono di più per il libero professionista, quindi per se stessi, proprio perchè ci si è messi in gioco e spesso lo si fa contro i consigli di tutte le altre persone.

Io per esempio, quando da libero professionista, partendo da zero, sono riuscito ad avere delle entrate simili a quando lavoravo da dipendente (intendo come entrate nette dopo aver pagato le tasse), ero molto più soddisfatto di quando prendevo gli stessi soldi da dipendente. Ancora meglio poi quando ho aumentato esponenzialmente le mie entrate.

 

5. Rapporti Professionali

litigio a lavoroIo sono così. Se non vado d’accordo con una persona o se non mi piace come si comporta… semplicemente non la frequento e non voglio avere rapporti con essa.

Detto questo, cosa succede se sono un dipendente e non vado più d’accordo con il capo? O con un collega con cui passo 8-9 ore al giorno insieme?

Per me si tratterebbe di una situazione indescrivibile per quanto odiosa. Mi è successo di mollare diversi clienti e collaboratori perchè non si comportavano in modo corretto o come volevo io. Posso sembrare troppo definitivo, ma sicuramente vivo molto più serenamente di chi assorbe tutte le cose negative di chi sta intorno e non riesce a chiudere i rapporti.

Io non avrò mai clienti che non considero ottime persone anche per uscirci insieme. Se succede… puoi star certo che il prossimo mese non lavoreranno più con me.

 

6. Rinnovo Costante

rinnovareDiciamoci la verità. Nel mondo di oggi le cose cambiano così in fretta che pensare di lavorare 40 anni nella stessa azienda può far venire da vomitare a chiunque.

Io mi sono accorto nei precedenti lavori che ho fatto, che ogni 2 anni (ma anche meno) circa mi assuefacevo del lavoro che stavo svolgendo e cercavo nuove ispirazioni magari lavorando a casa, dopo il lavoro da dipendente.

La cosa interessante è che facendo il libero professionista posso rinnovare il mio business come e quando voglio ed io lo faccio spesso, mi occupo di cose leggermente diverse, offro servizi diversi, ciclicamente i clienti cambiano (a parte quelli più affezionati) e quindi hai a che fare con persone sempre diverse e ci sono sempre nuove sfide che puoi accettare.

Insomma, non puoi annoiarti!

 

7. Delegare

delegareIn alcune aziende americane qualcuno è riuscito a delegare il proprio lavoro anche da dipendente. Per esempio nel libro di Tim Ferris4 Ore alla Settimana” l’autore spiega come delegare alcune tipologie di lavoro a degli indiani, quindi accontentarsi magari di un po’ di stipendio in meno, ma avere magari 3 mesi liberi per viaggiare e riposarsi.

In Italia, oltre al fatto che non è possibile convincere un imprenditore italiano dalla mentalità strachiusa a fare questo tipo di delega, è comunque impossibile perchè gli indiani non conoscono la tua lingua.

Detto questo, beh… il professionista può! Eccome se può. Lo può fare molto facilmente facendo delle collaborazioni con altri professionisti, oppure per essere sicuri di fare le cose legalmente puoi affidarti a siti come odesk.com o elance.com.

Delegare vuol dire tante cose, vuol dire avere del tempo per te, passare più tempo con la famiglia, curare la propria salute, oppure anche avere del tempo per far crescere continuamente il tuo business!

 

8. Lavorare per Passione

passioneUn libero professionista solitamente fa il lavoro che gli piace. Accetta il rischio perchè ama il proprio lavoro ed ha una grande passione.

Inutile che mi metta io a spiegare quanto sia importante fare il lavoro che ci appassiona.

In Italia sappiamo quanto sia difficile fare da dipendente il lavoro che ci piace e l’esatto lavoro che vogliamo, nel modo che ci piace. Se vuoi veramente fare un certo lavoro e non trovi un posto da dipendente, se hai veramente la passione dentro, allora non lamentarti e diventa un freelance.

 

9. Sicurezza

sicurezzaDal mio punto di vista, oggi è più sicuro un lavoro da libero professionista piuttosto che uno da dipendente.

Inoltre, con la facilità con cui le aziende chiudono in Italia oggi e con la velocità con cui spostano gli stabilimenti all’estero, preferisco mille volte di più essere in balia delle mie decisioni piuttosto che quelle di qualcun altro.

Ho degli amici che è da un paio di anni che vivono costantemente nel terrore che la propria azienda chiuda o li lasci a casa per mancanza di budget. Completamente in balia di ciò che pensano i superiori. Non hai nessun potere in quel caso.

Mi sento molto più sicuro come libero professionista.

 

10. Rapporto Crescita/Guadagno

guadagni-crescentiC’è un aspetto che mi ha sempre affascinato di alcune tipologie di lavoro come il venditore o il libero professionista in generale:

Più lavori bene e più guadagni!

Più cresce il tuo valore professionale e più attirerai opportunità, persone e profitti nella tua vita. Più risultati porti, più soldi arrivano.

Non si tratta di far scorrere le lancette dell’orologio, non si tratta di fare delle cose, timbrare e aspettare lo stipendio in un certo giorno del mese. Se io un mese lavoro meglio, di più o faccio qualcosa di interessante e che porta grandi risultati… il fatturato deve crescere! E questo è quello che succede per la maggior parte dei lavori da libero professionista.

 

E gli aspetti negativi?

Se fai bene il tuo lavoro, con passione, impegno e costanza non ci sono aspetti negativi. Tutte le cose negative che vengono dette riguardo al lavoro del libero professionista vanno a puntare su delle mancanze che potrebbe avere la persona in questione.

Insomma, dipende tutto da te.

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About author

David Carelse

Consulente di Web Marketing e Imprenditore su Internet. Specializzato nell’aiutare liberi professionisti a sfruttare internet per trovare nuovi clienti in modo costante.

Creatore del metodo Professionista VIP™

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There are 3 comments

  • Paolo says:

    Io sono titolare di una piccola attività di ristorazione ,concordo con tutto quello che dici ma trovo difficile delegate ,puoi darmi qualche consiglio ?grazie .

    • David Carelse says:

      Ciao Paolo,
      prima di tutto l’articolo è rivolto a liberi professionisti. Comunque per darti un consiglio veloce fai così: durante una settimana intera mentre fai qualsiasi cosa chiediti “Questa cosa può farla qualcun altro?”. Se la risposta è “si” allora scrivitela. Per esempio, se si tratta di una cosa meccanica dove non c’è bisogno di avere talento è giusto che la faccia un’altra persona. Vedrai che troverai decine di cose da delegare.

  • MARCO says:

    Ciao Davide,
    ho letto i tuoi 10 punti per lavorare come libero professionista,ma nel mio caso io non so come inziare la mia attivita’ da libero professionista o per meglio dire avrei bisogno di un consiglio di quale attivita’ svolgere in base alle mie esperienze.
    Posso inviarti in privato il mio C.V. per avere un tuo parere?
    Grazie & saluti

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